Con la conferenza stampa di oggi comincia ufficialmente il percorso che ci condurrà alla parata del Dolomiti Pride del 9 giugno. Per la prima volta nella storia l’orgoglio LGBT* sfilerà per le strade di Trento. Un Pride promosso da Arcigay del Trentino, Centaurus – Arcigay Bolzano, Rete ELGBTQI* del Trentino – Alto Adige/Südtirol, AGeDO Trentino e Famiglie Arcobaleno. Questo Pride rappresenta il coronamento del lavoro che le associazioni hanno svolto sul territorio per promuovere il benessere e i diritti della comunità lesbica, gay, bisex e trans*.

Dalle oltre 7.000 firme raccolte con Firmalove, alle cinque edizioni del festival Liberi/e di essere, dal migliaio di persone scese in piazza per #Svegliatitalia a favore delle unioni civili, alle molteplici manifestazioni di sensibilizzazione e contrasto all’omo-transfobia: sono davvero tanti i momenti che negli ultimi anni hanno visto la cittadinanza raccogliersi a sostegno dei valori di libertà, inclusione e uguaglianza. Quegli stessi valori che il Dolomiti Pride vuole veicolare con la parata e con i tanti eventi culturali che si terranno nei due mesi precedenti tra Trento e Bolzano e per i quali tanti volontari delle associazioni sono già al lavoro.

Il Pride è un momento straordinario di visibilità collettiva, in cui tutti e tutte possono sentirsi liberi/e di esprimere se stessi/e senza timore di essere giudicati/e e discriminati/e. Una manifestazione gioiosa e colorata che celebra i moti di Stonewall del ‘69, dove furono le persone trans e le drag queen le prime a ribellarsi alle retate della polizia.

Per avvicinare ancora di più il Pride alle persone e raggiungere tutti i territori, da alcuni anni il Movimento LGBT* ha scelto di non organizzare un unico corteo nazionale ma tantissimi cortei locali. È l’Onda Pride, che nel 2018 toccherà ben 30 città in tutta Italia.

Il Dolomiti Pride vuole coinvolgere l’intera area dell’arco dolomitico e dell’Euregio, per portare davvero il proprio orgoglio oltre i confini. Confini che sono metafora di questo Pride: il confine che permette il dialogo tra identità e alterità, permettendo l’autodeterminazione, l’incontro e l’inclusione, ma anche il confine che esclude il diverso da sé e alimenta l’omo-transfobia. Un Pride che vuole riportare al centro il tema della libertà, oltre a quello dell’uguaglianza e dei diritti (come spiega il nostro manifesto politico). Un Pride che non intende giocare in difensiva per salvaguardare le unioni civili da chi ha minacciato di cancellarle, ma che chiede il matrimonio e il riconoscimento della piena genitorialità per le persone omosessuali e il diritto all’autodeterminazione per chi non si riconosce nel genere assegnato alla nascita. Un Pride che sottolinea come le battaglie per il riconoscimento e per l’uguaglianza delle persone LGBT* debbano necessariamente intersecarsi con quelle delle altre minoranze. Un Pride che vuole celebrare i cinquant’anni del Sessantotto di cui Trento fu protagonista, rimettendo al centro le battaglie per la libertà, poiché non vi sono diritti senza il riconoscimento della piena dignità delle singole esperienze di vita.

Oggi vogliamo lanciare il Dolomiti Pride come percorso partecipato, iniziato con le realtà promotrici, ma che vogliamo estendere al resto del mondo associativo e alla cittadinanza tutta. Molte associazioni hanno già aderito e molte aderiranno a breve. Diverse aziende private, assieme a CGIL e UIL, sosterranno economicamente il Pride e chiediamo a tante altre realtà di seguirne l’esempio investendo in questa grande manifestazione per la libertà e i diritti di tutti/e. Il senso del Pride sta nell’incontro e nell’inclusione ed è per questo che oggi lanciamo sul nostro sito le call per diventare volontari, per esibirsi sul palco e per portare i carri in parata. Un Pride fatto con, e non solo per, la cittadinanza. Un Pride che, per essere sostenibile, ha bisogno del contributo di tutti/e: parte oggi anche la nostra campagna di crowdfunding, affinché ognuno/a possa sentirsi parte di questo ambizioso progetto, anche con un piccolo contributo. Un percorso che siamo certi, alla luce degli incontri preliminari, troverà anche il sostegno delle Istituzioni locali. Un Dolomiti Pride che colorerà la città di Trento di una nuova luce, quella della libertà di essere davvero se stessi/e.

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