A meno di 3 settimane dal Dolomiti Pride del 9 giugno prosegue la lunga rassegna di eventi pensati per sensibilizzare la comunità trentina su tematiche importanti, come l’orientamento sessuale e l’identità di genere. Proprio a quest’ultimo argomento sono dedicati i due appuntamenti organizzati domani pomeriggio a partire dalle 18 al Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università degli Studi di Trento. Gli spazi dell’ateneo trentino, il cui Senato Accademico ha deliberato proprio ieri la concessione del patrocinio al pride, ospiteranno la presentazione del libro “Mio figlio in rosa” e l’inaugurazione della mostra “Ella (She)

“MIO FIGLIO IN ROSA” – Presentazione del libro (ore 18.00)

Libro "Mio figlio in rosa"

«Ti senti maschio o femmina?»
«Io mi sento io».

Camilla ha tre figli. Federico, il secondogenito, biologicamente maschio, fin da quando ha un anno e mezzo ha manifestato il desiderio e l’esigenza di essere (anche) una bambina: vuole indossare gonne e abiti rosa, preferisce la compagnia di amiche femmine, nei giochi si identifica con le fatine. E Camilla ha deciso di non ostacolarlo, di mettersi in ascolto, di assecondarlo. Perché così Federico è più felice.

Camilla ha iniziato a documentarsi e ha scoperto che esiste la disforia di genere ed esistono i bambini gender fluid e quelli non binari. Con determinazione e delicatezza, e una buona dose di ironia, Camilla ha raccontato in un libro la storia di Federico, 9 anni, bambino sereno e consapevole, con i capelli lunghi e lo smalto rosa.
Racconta la quotidianità della sua famiglia e le pressioni del contesto sociale. Racconta i propri dubbi e timori, il suo continuo interrogarsi e cercare di comprendere, con una sola certezza: non è la persona non conforme che deve adeguarsi, non sono i genitori a dover ‘accordare’ il figlio per proteggerlo, ma sono gli altri che devono imparare a conoscere, capire e accogliere.

Camilla Vivian ha 46 anni ed è mamma di tre figli. Da quando ha iniziato a confrontarsi con la non conformità di genere del figlio, ha iniziato la sua battaglia culturale con il blog Mio figlio in rosa e poi con il libro omonimo, per sostenere i genitori di fronte a un tema sconosciuto come quello della varianza di genere dei/delle propri/ie figli/ie.

Domani presenterà il libro in collegamento Skype dalla Spagna con l’aula 16 del Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università degli Studi di Trento. A dialogare con lei Arianna Miriam Fiumefreddo, counsellor, responsabile della Rete ELGBTQI* del Trentino – Alto Adige/Südtirol, socia dell’Osservatorio Nazionale sull’Identità di Genere (ONIG) e componente della Commissione Provinciale Pari Opportunità della Provincia autonoma di Trento. Modera la giornalista Laura Galassi.

“ELLA (SHE)” – Inaugurazione della mostra (ore 19.15)

Marika Puicher ha documentato la vita di Elian Angel Ruiz, 12enne di Madrid e della sua famiglia. Da quando aveva due anni i genitori di Eli si sono accorti che loro figlio si sentiva una bambina e che il suo sesso biologico non corrispondeva al genere assegnato alla nascita. Fin da piccolissima, Eli prediligeva i giochi e i vestiti femminili e all’età di nove anni, grazie al sostegno dei genitori, Fernando è diventata Eli e il suo nome è stato cambiato sui suoi documenti.

Marika Puicher è fotografa freelance e si occupa prevalentemente di temi sociali. Con “Ella (She)” ha vinto il The Pride Photo Award 2015, un contest internazionale di fotografia sul tema della diversità sessuale e di genere.

Gli scatti di Marika Puicher rimarranno esposti nel corridoio al 2° piano del dipartimento fino al 31 maggio.

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