Il quotidiano online “Il Dolomiti” riporta in data 22 febbraio 2018 le dichiarazioni di alcuni candidati e candidate alle elezioni politiche del prossimo 4 marzo, interrogati sulla loro partecipazione al Dolomiti Pride del 9 giugno a Trento.

Le posizioni sono le più variegate. C’è chi è a favore dei diritti, ma al Pride non ci sarà, così come non c’era quando è stato il momento di votare la legge sulle Unioni Civili. C’è chi ci sarà purché l’accento sia “sul contrasto di tutte le discriminazioni”, come se il Pride potesse essere qualcos’altro se non una decisa e festosa rivendicazione di dignità, diritti e libertà. C’è chi proprio non ci sarà, perché ritiene il Pride una “pagliacciata” e una “buffonata”, probabilmente senza esserci mai stato e senza avere mai approfondito le ragioni che stanno alla base di questa manifestazione. C’è chi non verrà perché è “per la famiglia fondata su padre e madre”, come se allargare i diritti potesse togliere qualcosa a qualcuno.

Poi c’è chi al Pride non verrà perché “io non sono gay”, come se alle manifestazioni per i diritti delle donne ci fossero solo donne o a quelle contro il razzismo partecipassero solo stranieri.

Poi, per fortuna, c’è anche chi al Pride ci sarà – senza se e senza ma – perché “i diritti per la comunità LGBT sono diritti di tutti e per tutti”.

Molte di queste risposte, così lontane da quelle che ci aspettiamo da chi si candida a rappresentare nelle istituzioni tutti i cittadini e le cittadine, anche quelli e quelle LGBT*, ci confermano l’importanza di portare a Trento un evento come il Dolomiti Pride.

Pride che, così come lo abbiamo immaginato, sarà aperto a una partecipazione più larga possibile perché le tematiche che affronta toccano il rispetto e la dignità di tutti e tutte.

Ci dispiace che qualcuno e qualcuna abbia già scelto di non esserci. Dobbiamo dirlo: ci pare una scelta basata, ancora una volta, sul pregiudizio. Una scelta che parte dal non-ascolto di quelle che sono le legittime richieste della comunità LGBT* trentina. Si preferisce derubricare il Pride a “carnevalata”, senza nemmeno sforzarsi di comprendere i motivi per cui si è scelto di portare proprio a Trento una manifestazione che da decenni viene celebrata nel mese di giugno in tutto il mondo e che da anni attraversa anche il nostro Paese da nord a sud.

Se a preoccuparvi è la spensieratezza del Pride, possiamo tranquillizzarvi: quella che vivremo il giorno del corteo non è neppure paragonabile alla spensieratezza rubata quotidianamente alle persone LGBT*, giovani e non, che ancora devono fare i conti con la paura di mostrarsi per quello che sono, subendo discriminazioni, violenze e reticenze.

Non abbiate paura del colore, non abbiate paura del rumore, non  abbiate timore di chi sarà per strada col proprio corpo per dare voce alla propria unicità. A noi fa più paura il silenzio,  fanno più paura i diritti negati, fa terrore l’invisibilità a cui ancora sono condannate tante – troppe – persone.

Concludiamo, quindi, rinnovando l’invito a tutti e tutte, qualunque sia il vostro orientamento politico, a partecipare al primo Pride della storia trentina. Ricordiamo che il Dolomiti Pride non si esprime solo nel corteo del 9 giugno, ma in tutta una serie di eventi che ci accompagneranno nelle settimane precedenti: le occasioni per confrontarci, capirci e conoscerci saranno davvero tante. Senza pre-giudizi.